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May You Live In Interesting Times
58. Esposizione Internazionale d’Arte


 


May You Live In Interesting Times
58. Esposizione Internazionale d’Arte
@ 2019 Artextbook


May You Live In Interesting Times si concentra su artisti che sfidano le consuetudini di ragionamento e ampliano l’interpretazione che diamo di oggetti e immagini, scenari e situazioni. Il loro lavoro nasce da una pratica che prevede l’adozione di molteplici prospettive: tengono a mente concetti in apparenza incompatibili e si destreggiano con diverse modalità per attribuire un significato al mondo. Gli artisti che ragionano in questo modo, propongono alternative al significato dei cosiddetti ‘fatti’, suggerendo altri collegamenti tra essi.

La loro produzione ci invita a prendere in considerazione punti di vista poco familiari e a capire come l’‘ordine’ si sia trasformato nella presenza simultanea di ordini diversi. Il loro lavoro comprende anche una visione generale della funzione sociale dell’arte che coniughi appagamento e pensiero critico. Tra le loro notevoli qualità, i partecipanti a questa Mostra dimostrano un’audacia profonda: ciascuno di essi produce corpus di opere che articolano modalità distinte di pensiero e abbracciano una vasta gamma di tematiche. Per sottolineare questo approccio multidimensionale alla creazione artistica, la 58. Esposizione Internazionale d’Arte è divisa in due mostre distinte: Proposta A all’Arsenale e Proposta B al Padiglione Centrale ai Giardini. Tutti gli artisti partecipano a entrambe le mostre, ma espongono lavori molti diversi in ciascuna sede. In un’epoca in cui la comunicazione pubblica è codificata in modo sempre più ristretto, la Mostra mira a celebrare la capacità dell’arte di stimolare domande e confronti complessi.

May You Live In Interesting Times, infine, esplora il modo in cui l’opera d’arte solleva domande sui modi in cui delineiamo confini e frontiere culturali. Presenta lavori che illuminano in vario modo il concetto, articolato da Leonardo da Vinci e Vladimir Ilic Lenin, che ogni cosa è connessa.

Ralph Rugoff
 

 

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