Nei tuoi video ricorre spesso qualcosa di grottesco, di barocco e di quotidiano e familiare allo stesso tempo. Che rapporto hai con questi elementi?
Immagino il mio rapporto con il familiare sia grottesco mentre quello con il quotidiano piuttosto barocco.
Le mie opere sono periodi, dense stratificazioni sostenute da una pessima memoria e una scarsa propensione all’analisi a priori. Gli scenari si presentano privi d’aggettivazioni ai nostri incontri e solitamente passiamo subito al dunque senza concedere molto ai convenevoli.

Arto Linsday è rimasto molto colpito dal tuo lavoro e cosi anche Marina Abramovic, che effetto ti fa? In qualche modo ti ritrovi nella loro ricerca? Trovi sia interessante che il tuo lavoro abbia seguito sia in ambito musicale che artistico?
Stimo moltissimo entrambi ed e’ quindi un’immensa soddisfazione sapere del loro apprezzamento e un privilegio poter scambiare insieme opinioni. Immagino ci siano degli elementi comuni tra le nostre ricerche ma al momento preferisco non indagare quali questi siano. Considerando l’ignoranza come una forma analitica spesso puntuale e decisa trovo che il confronto con realta’ diverse, qualunque esse siano, sia fondamentale per me.

Lavori molto con il corpo, con la fisicità, sia che tu stia facendo una performance da solo sia sul palco con i with love. A livello visivo le due cose sembrano decisamente collegate, come se fossero comunque due aspetti di una stessa ricerca. E' cosi?
La fisicita’ e’ scultorea sia essa manifesta sotto forma d’azione oppure di suono. Senza ombra di dubbio e’ uno dei denominatori comuni di cio’ che faccio.

 

Uno degli aspetti che più’ mi affascinava quando mi sono avvicinato all’hardcore era il modo in cui veniva fisicamente interpretato e sicuramente questa e’ stata una delle cose di cui piu’ sentivo la mancanza mentre camminavo nei musei e nelle gallerie.

Trovi affinità tra le tue ricerche e sperimentazioni e la scena video/performing italiana?
In linea di massima direi proprio di no.

Nei tuoi lavori c'è una grande tensione tra il visivo ed il sonoro; sono entrambi ben distinti, come se trovassero il punto di congiunzione nel loro limite. E' così?
Non trovo siano distinti ma sono d’accordo sul fatto che la loro congiunzione avvenga li dove e’ possibile riconoscerne i limiti.

Dici di adorare quando riesci, nel tuo lavoro, a coniugare istinto e ragione. Se l'istinto si manifesta nella sollecitazione dei sensi (penso ad A Great Circle) la ragione da che parte sta e quale importanza ha?
La ragione sta nell’imposizione determinata e consapevole della sollecitazione dei sensi.

C'è molto del punk storico italiano nei suoni e nelle atmosfere dei video (penso a gruppi come i Raw Power, Indigesti o Peggio Punx) e delle performance, in particolare la recente Cuckoo. Come vivi questo ingresso trionfale dell'HC e del punk nelle gallerie e nei musei?
Io non sono l’hardcore. Nemmeno il punk. Io sono una delle possibili deviazioni. Per quanto mi riguarda il punk e l’hardcore hanno sempre trovato la loro ragion d’essere nello stare fuori. Sempre e comunque. La rivincita e’ anche questo.
Nota : Il primo concerto a cui sono

 

andato e’ stato l’ultimo dei Peggio Punx. Era in un parco a Vittorio Veneto. Ci sono andato con la testa rasata e una maglietta degli Youth Of Today.

Ciò che salta immediatamente all'occhio e pare caratterizzare la tua ricerca è la fusione, attuata senza confusione di ambiti disciplinari diversi ed eterogenei: la musica e la cultura punk  (che rappresenta un po' il tuo background), un certo cinema underground e performativo, un riferimento alla moda di ricerca più decostruita destrutturata, le arti visive…
Non sono interessato a quella che spesso viene definita multimedialita’. Nemmeno all’idea di opera totale. Semplicemente se guardo sopra voglio anche guadare sotto. Dentro e fuori. E’ sempre una questione di piani e livelli.

Conosci la scena performativa degli anni 60/70? ritieni che ci siano dei punti di contatto tra queste esperienze ed il tuo lavoro, come sembrano indicare alcune delle tue prime performance, in particolare "Buio primario" del 2003?
Ho una visione frammentaria e parziale di quanto successo in passato. Credo che “Buio Primario” venga associato a quel periodo per una questione estetica e per l’idea di “esperienza” che sicuramente e’ caratterizzante di quel progetto. La conoscenza dei presupposti che hanno portato alla concezione di questo lavoro sono tuttavia fondamentali per la sua interpretazione. A Great Circle nasce da considerazioni intorno alle mie performance precedenti, tutte svoltesi nelle strade adiacenti alle gallerie da cui ero invitato, in particolare legate ad alcune analogie che ricoscevo tra queste e la mia esperienza come cantante di With Love.

 
             

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