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TRIBUTE TO VEDOVA DIALOGUE WITH BASELITZ
 

Su Emilio

Siamo soliti dire che bisogna vivere con gli equivoci,
e ci abbiamo anche vissuto bene. Comperai un
quadro di Emilio, il "Manifesto universale" del 1957,
da Rudolf Spinger, lo comperai come documento,
il mio primo sguardo verso ovest, a
Berlino quella volta, un quadro astratto, con un
suo fondamento (Piranesi) e una sua veemenza
da innamorarcisi. A proposito di questo quadro
ogni volta mi toccava sentire che Franz Kline era
meglio, ma non è vero! Emilio amava gli agguati,
era un partigiano, amava la rivoluzione, il gesto
forte, l'espressionismo e me. Io però non sono
un espressionista, disprezzo la rivoluzione, al
massimo noi riusciamo a fare dei quadri, magari
qualcuno anche buono. Allora io lo deridevo e lui mi
guardava perplesso, Annabianca capiva meglio
queste cose.

 

About Emilio

We often say that you have to live with
misundderstandings, and often we have been
quite confortable with them. I bought a painting
by Emilio, the 1957 "Manifesto universale" from
Rudolf Springer, I bought it as a document, my
first look at the west, from Berlin that time, an
abstract painting, with a foundation (Piranesi)
and a vehemence to it, to fall in love with. About
that painting everyone always said Franz Kline is
better, but that's not true! Emilio loved ambushes,
he was a partisan, he loved the revolution,
powerful gestures, expressionism and me. But I
am not an expressionist, I despise the revolution,
at best we are able to produce paintings, maybe
even some good ones. I used to make fun of him
back then and he would look at me questtioningly,
Annabianca understood these things better.

George Baselitz
Imperia 21 maggio 2007

 

 
 
 

 

da una lettera ad un amico,
Berlino, luglio 1964

...Il plurimo, in sé - prima di una teoria di
movimento, di multiple possibilità, è la necessità
di mobilitare i vari piani gestuali, lo spingersi di
questi nello spazio: nel quotidiano, tra noi. Come
presenza, come subito-gesto-dichiarazione,
pittura che "si fa" nel suo muoversi. Nel caso di
questi miei plurimi berlinesi, una simultaneità
di presenze, sentimenti -, fatti avvenuti, che
avvengono, che non possono non provocare
chi arriva in questa città gravida di diverse
"paure": ieri, oggi, di latente dimenticanza;
di equivoci; di malinconie anacronistiche; di
reciproci antagonismi sovreccitati; di scontri di
situazioni.
A Berlino sono tornato, sono venuto a lavorare
per rendermi conto, de visu, ancora, poter
rintracciare, dopo le mostruose incrostazioni
naziste, nelle strade, nella sua inquieta babelica
vita, lo spirito democratico, critico, che animò
un tempo Grosz Dix, Beckann,..Dada Berlin!

Emilio Vedova

 

 

from a Letter to a Friend,
Berlin, July 1964

...on the contrary, the plurimo, in and of itself-more
than a theory of movement, of multiple possibilities,
is the necessity to mobilize the various gestural
planes, the pushing of these into space: into the
every day, among us. As a presence, as immediacy-
gesture-declaration, painting that "becomes" in
its movement. In the case of the Berlin plurimi, a
simultaneity of presences, feelings -, facts that
occurred, that are occurring and that cannot help
but provoke those who arrive in this city, fraught
with various "fears:" yestreday, today, why:out of
latent forgetfulness; equivocations; anachronistic
melancholy; reciprocal, overwrought antagonism;
collisions of situations.
I returned to Berlin, I went there to work, to see for
myself de visu, again, to be able to retrace, after
the monstrous Nazi incrustations, in the streets,
in its disturbing Babel-like life, the democratic,
critical spirit, thet once animated Grosz, Dix,
Beckmann.. Dada Berlin!

Emilio Vedova