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ARTEXT incontra Francesco Giomi a Tempo Reale .
Artext -Musica elettronica: una rivoluzione dall'inizio della sintesi numerica del suono ad oggi. Francesco Giomi -
Di rivoluzionario nella Musica Elettronica oggi non c'è ben
poco. In entrambi i casi c'era un tentativo evidente
di andare oltre il mondo musicale precedente, in questo senso è stata
una rivoluzione. Altra cosa invece è la rivoluzione delle
tecnologie musicali; le due cose sono legate ma non sono coincidenti.
Come Pietro Grossi spesso ci ha indicato - è indubbio
che il computer, il bit, come estrema essenza dell'informatica
ha cambiato le modalità di vita e di lavoro, quindi il
fare musica, ascoltare..
Artext -Territorio numerico, timbro e casualità - Spazio elettronico, suono ancestrale e gesto. Di che natura è la rappresentazione dell'informazione musicale elettronica. Francesco Giomi - Si sono due cose interessanti sotto questo aspetto. Da un lato il numerico. Certo il mondo digitale nelle molteplici attività dell'uomo ha facilitato la vita, ha aperto nuove strade; ma nella musica il punto centrale non è tanto questo, la possibilità di esprimere in numeri un suono quanto la possibilità di operare e trasformare questi numeri, trasformare questo suono e gestire l'informazione musicale nella maniera piu ampia possibile. Quindi attraverso le interfacce, non solo attraverso ciò che è numerico, ma ciò che mette in relazione il numerico con l'analogico, perchè è lì che sta secondo me l'aspetto più interessante e più innovativo, e foriero di risultati interessanti, positivi o comunque risultati che vanno in direzioni nuove. L'altro aspetto è il gesto. Il gesto sonoro per esempio, e quindi i suoi rapporti con il gesto visivo, il gesto umano - che è entrato grazie alla musica elettroacustica prepotentemente nel lessico del compositore, in questo senso il gesto è uno dei grandi protagonisti della ricerca elettroacustica degli ultimi trenta anni, in maniera sempre piu consapevole. Ci sono musicisti, compositori e teorici che hanno per molti versi scritto e studiato questo aspetto. Valido su tutti un compositore Neozelandese ma che vive in Inghilterra Denis Smalley che costruito una teoria che si chiama Spettromorfologia che serve proprio a indagare le qualità del gesto sonoro, i suoi rapporti con la sorgente, i livelli di surrogazione -e tutta una serie di catalogazioni interessanti sul gesto. Il gesto nella musica degli ultimi 30, 40 anni è un aspetto importante, penso alla musica di Sciarrino, per rimanere in ambito strumentale, ma penso anche alla musica di Berio. E' proprio su di una gestualità diversa che si confrontano molti compositori, e che su questo costruiscono un proprio stile.
Artext -Un soluzione, forse parziale si è creata attraverso Sistemi integrati destinati alla produzione di suoni non necessariamente armonici dove si esplora un dominio molto più ampio . Francesco Giomi - Questo fatto di integrare diverse componenti in un sistema è una delle strade più innovative e più recenti dell'informatica musicale, tutti noi lo facciamo quando mostriamo un ambiente esecutivo per un concerto o quando studiamo un' opera. Per questo io credo molto nell'integrazione dei sistemi, ovvero nel mettere insieme e nel far dialogare piu attori: che siano sistemi musicologici, sistemi generazionali del suono o sistemi di elaborazione del suono. Sì, questo lo trovo un aspetto interessante e le tecnologie lo consentono.
Artext -In particolare, i più recenti dispositivi di interazione musicale, joystick e tavolette sembrano offrire soluzioni di cattura del gesto per la generazione del suono. Francesco Giomi -
Certo! A me interessa più un settore che si chiama 'Natural
Interaction' che è l'interazione naturale - di
catturare il gesto là dove è espressione di un gesto
naturale per l'uomo. Questo aspetto della cattura del gesto è interessante, è uno
dei settori di sviluppo, ma è interessante la dove c'è dietro
una motivazione estetica forte e non solo per usare queste tecnologie
che avrebbe in un senso solo dimostrativo.
Artext -La materia sonora. E' mutato il principio della creazione?... da una trasversalità video/suono generata in tempo reale Francesco Giomi -
Le nuove tecnologie hanno in questo settore aperto una strada
nuova che non c'era prima. Questo fatto della composizione
algoritmica e prima ancora il rapporto suono/immagine.
Ma le composizioni algoritmiche ci sono dagli anni 50. Comunque
sì questo è un settore interessante e veramente
diversissimo da altre modalità invece di lavoro con le
tecnologie sulla musica.. la costruzione di un processo che va
di pari passo con la costruzione del suono. In ugual misura la
costruzione del processo visivo con la costruzione dell'immagine.
E' un settore interessante e ci sono artisti specializzati e
molti di questi progetti sono decisamente interessanti.
Artext -Qual è oggi il lavoro di un compositore? Francesco Giomi -
Non credo che esista il compositore come lo abbiamo visto nel
secolo scorso e che ha avuto in alcuni grandi personaggi la sua
massima espressione, e penso a Berio a Boulez a Ligeti e a Stockhausen.
Il compositore in questo senso per me non esiste più.
Artext -L'esperienza di Luciano Berio che difficoltà pone interpretare ed eseguire le sue musiche Francesco Giomi -
Interpretare le sue musiche è molto difficile. Io ho collaborato
con lui dal 1997 e dal 1999 al 2003 per i suoi lavori, ed era un
personaggio estremamente esigente, con le idee chiare. Un grande
personaggio.
Artext -Permane l'interpretazione come problema Francesco Giomi -
Anche nella elettronica di Berio c'è una interpretazione
da fare, perchè nella partitura Berio fissa alcune cose,
altre devono essere interpretate soprattutto dal vivo, nel momento
esecutivo.
Artext -Progetto Meeg - Utilizzo di Max in connessione a un data base (mysql - sql ) e su osc - e interfacciato attraverso un php - si tratta di... Francesco Giomi -
Un progetto che già usiamo per le nostre esecuzioni. Si
tratta di un sistema di controllo appunto per tutti gli strumenti
del Live electronics: mixer, campionatore, compiuter...
Artext -Che problematiche sono sorte - Gesto / suono - per esempio da una recente realizzazione con la compagnia Virgilio Sieni Danza ( "Osso" ) Francesco Giomi - "Osso" per
esempio nasce come work in progress, ampliandosi progressivamente
nella sua preparazione. Adesso ci sono tre quadri ognuno dei quali è frutto
di un lavoro di ricerca.
Artext -Le possibilità di interazione
uomo macchina sono illimitate! Francesco Giomi - Io non sono
un futurologo, Pietro Grossi era uno di questi,
nel senso positivo del termine.
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