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Terra [Earth]
Pavilion of Brazil

 
Terra [Earth]Terra [Earth], Pavilion of Brazil, Biennale Architettura 2023 Venezia Photo by: Matteo de Mayda, Courtesy: La Biennale di Venezia

Terra [Earth]
Curatori: Gabriela de Matos e Paulo Tavares

Sotto il titolo Terra [Earth], la rappresentazione del Padiglione del Brasile alla Biennale Architettura 2023 propone di ripensare il passato per progettare possibili futuri, portando alla ribalta attori dimenticati dai canoni architettonici, in dialogo con la curatela dell'edizione, Laboratorio del Futuro.

La mostra è curata congiuntamente dagli architetti Gabriela de Matos e Paulo Tavares e vede la collaborazione degli indigeni Mbya-Guarani; Popoli indigeni Tukano, Arawak e Maku; Alaká Weavers (Ilê Axé Opô Afonjá); Ilê Axé Iyá Nassô Oká (Casa Branca do Engenho Velho); Ana Flavia Magalhaes Pinto; Ayrson Eraclito; Day Rodrigues con la collaborazione di Vilma Patrícia Santana Silva (Grupo Etnicidades FAU-UFBA); Fissura collettiva; Giuliana Vicente; Thierry Oussou e Video nas Aldeias.

Partendo da una riflessione sul Brasile di ieri, di oggi e del futuro, la mostra pone la terra al centro del dibattito sia come elemento poetico che come elemento concreto dello spazio espositivo. A tal fine, l'intero pavimento del padiglione sarà riempito di terra, mettendo il pubblico in contatto diretto con la tradizione dei territori indigeni, le abitazioni dei Quilombola e le cerimonie del candomblé.

“La nostra proposta curatoriale si basa sul pensare al Brasile come terra. Terra come suolo, fertilizzante, suolo e territorio. Ma anche terra nel suo senso globale e cosmico, come pianeta e casa comune di tutta la vita, umana e non. Terra come memoria, ma anche come futuro, guardando al passato e al patrimonio per ampliare il campo dell'architettura di fronte alle più urgenti questioni urbane, territoriali e ambientali contemporanee”, affermano i curatori.

Terra [Earth]Terra [Earth], Pavilion of Brazil, Biennale Architettura 2023 Venezia Photo by: Matteo de Mayda, Courtesy: La Biennale di Venezia

TE R R A

Come riconoscimento dell'eccellente lavoro svolto dalla Fundação Bienal de São Paulo che vanta più di sessant'anni di attività nella promozione della cultura nazionale in oltre, il Governo Federale brasiliano ha conferito all'istituzione l'onore di scegliere il team curatoriale e di produrre le mostre che si occupano il Padiglione del Brasile - struttura che ricrvr i visitatori della Biennale di Venezia sin dalla sua inaugurazione nel 1964. Avere al fianco il Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri a un'altra Mostra Internazionale di Architettura, ha un posto speciale in questo momento storico, che pone grandi sfide a un mondo in costante trasformazione in cui si cercano risposte alle questioni più urgenti che nascono dalla relazione tra la società e lo spazio che abita. Nel mettere il pubblico in contatto diretto con il pavimento costruito dal materiale che le da il titolo, Terra si volta alle pratiche di matrice africana e indigena riconosciute oggi come patrimonio brasiliano, che contribuiscono al dibattito contemporaneo in un doppio movimento: quello del riconoscimento storico nei confronti di un'eredità ancestrale sotterranea, ma che viene a galla come alternativa concreta di costruzione collettiva di un futuro che trascende le frontiere.

Terra [Earth]Terra [Earth], Pavilion of Brazil, Biennale Architettura 2023 Venezia Photo by: Matteo de Mayda, Courtesy: La Biennale di Venezia

La terra è un motivo fondante delle concezioni della formazione del Brasile. Storicamente, le rappresentazioni egemoniche del'identità nazionale sono state strutturate a partire da visioni idealizzate e razzializzate della natura alle quali erano sottomessi i popoli originari e le popolazioni afro-brasiliane.

La Terra appare come motivo anche nelle cosmologie, filosofie e narrazioni indigene e nere che formano la maggior parte della matrice culturale nazionale. In questo approccio, dunque, i concetti e le rappresentazioni della terra appaiono in una forma radicalmente diversa dalle costruzioni coloniali moderne. Puntano, invece, verso un'altra definizione di terra e territorio - come appartenenza, coltivazione, diritti, reintegrazione e riparazione - e, così, verso altri immaginari del Brasile, sia nel passato che nel futuro, come patrimonio e progetto, archeologia e design.

Intitolata Terra, la rappresentanza brasiliana presso La Biennale di Venezia 2023 parte da quest'altra prospettiva su come pensare il Brasile e il mondo - in quanto terra: suolo, territtorio, ma anche nel sua accezione globale e cosmica, come pianeta e dimora di tutte le forme di vita, umana e non; ancestralità e avvenire. La prima galleria del padiglione, chiamata De-colonizzando il canone, mette in discussione l'immaginario attorno alla versione quale Brasilia sia stata costruita nel mezzo del nulla, dal momento che gli abitanti indigeni e quilombola furono rimossi da quella zona e spinti ai margini della società grazie all'impostazione della città modernista. La seconda galleria, Luoghi di origine, Archeologie del futuro, si rivolge alla memoria e all'archeologia dell'ancestralità, e punta verso un futuro post-cambiamento climatico, in cui "de-colonizzazione" e "decarbonizzazione" camminano mano nella mani. Occupata da progetti e partiche socio-spaziali indigene e dai saperi afro-brasiliani, la curatela mette in luce quattro essenziali patrimoni della memeoria che incarnano partiche spaziali verso forme di riparazione ecologiche e sociali.

Terra [Earth]Terra [Earth], Pavilion of Brazil, Biennale Architettura 2023 Venezia Photo by: Matteo de Mayda, Courtesy: La Biennale di Venezia

AT ER R A ME N TO

Nel presentare un'altra storia dell'architettura brasiliana e il suo patrimonio, non potevamo non contestare la neutralità dello spazio in cui viene esposta: l'architettura stessa del Padiglione brasiliano ai Giardini. Il padiglione è un patrimonio modernista iconico, disegato da Henrique Mindlin, che fu un punto di referento nella costruzione dell'ideale di modernità nazionale, reificando così l'idea che la tradizione architettonica del Brasile fosse di matrice europea.
Attraverso un dialogo critico con questo patrimonio e i suoi legati, partiamo da una serie di inteventi site-specific chiamati "aterramento".
Nella parte esterna le inferriate con disegni Sankofa appesi riconfigurano la facciata minimalista del padiglione. Elemento onnipresente nelle residenze brasiliane, il disegno di queste inferriate fu notevolmente influenzato dai saperi della diaspora africana. Funziona come un sistema di comunicazione fra le comunità nere, poertando con sé simbologie di miti dei loro luoghi d'origine.
Uno degli adinkra più emblematici è l'uccello Sankofa, un volatile che guarda verso il passato mentre vola in direzione al futuro. Sankofa annuncia uno sguardo curatoriale cge si rivolge allo stesso tempo, alla memoria e all'avvenire; un'archeologia che si presenta come progetto. Il pubblico è invitato a calpestare la terra, riconoscendo il Brasile come territorio ancestrale e diasporico. Nell'entrando in contatto con il suolo, il pubblico è altrettanto invitato a riflettere sulla sua condizione di abitante planetario, dal locale al globale, dalla terra alla Terra.

Terra [Earth]Terra [Earth], Pavilion of Brazil, Biennale Architettura 2023 Venezia Photo by: Matteo de Mayda, Courtesy: La Biennale di Venezia

 

Terra [Earth]
Curatori: Gabriela de Matos e Paulo Tavares
Participants: Ana Flávia Magalhães Pinto; Ayrson Heráclito; Day Rodrigues with a collaboration from Vilma Patrícia Santana Silva; Fissura collective; Ilê Axé Iyá Nassô Oká (Casa Branca do Engenho Velho); Juliana Vicente; Mbya-Guarani Indigenous peoples; Tukano, Arawak and Maku Indigenous peoples; Alaká Weavers (Ilê Axé Opô Afonjá); Thierry Oussou; Vídeo nas Aldeias.
Pavilion of BRAZIL, Biennale Architettura 2023 di Venezia
@ 2023 Artext

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