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 Golem 2010 Courtesy Galleria SpazioA  
Francesco Carone  
Golem  
 
   
 

 

GOLEM 
      Noci  2010

 

.. Credo fermamente che qualsiasi ambiente fisico, in quanto architettura è da considerarsi un contenitore da riempire, abitare, vivere. Le misure di questo, quale esse siano e i rapporti tra queste influenzano in un qualche modo questo vivere ed il modo in cui siamo chiamati a riempirlo...persino a percepirlo. Ho notato come anche da SpazioA l'architettura, le sue misure, i suoi rapporti condizionino fortemente la disposizione delle opere di tutti gli artisti che vi si sono confrontati.

Ho scelto la noce perchè in molte culture è il simbolo della chiaroveggenza, della capacità cioè di mostrare o vedere ciò che è invisibile ai più. Inoltre perchè le noci sono anch'esse un contenitore. Sono un seme, contengono quindi un qualcosa che si svilupperà poi. Portano in sé cioè, delle conseguenze future.

(E' da osservare che nella prima mostra che feci due anni fa nella stessa galleria, intitolata Maelstrom e con una più canonica disposizione delle opere nello spazio, usai nell'immagine sull'invito ed in alcuni lavori il nocciolo della pesca che molto assomiglia esteticamente alla noce. E' anch'esso un seme ma è differente l'uso che ne facciamo: mentre della pesca mangiamo la polpa del frutto, quindi l'esterno, e ne gettiamo il nocciolo, nella noce gettiamo il frutto, il mallo esterno, cibandoci del gheriglio interno.
Trasferendo l'attenzione così dall'esterno all'interno.)

 

 

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          Il nuovo maelstrom, noci, filo di ferro, 2011 Courtesy Galleria SpazioA

 

 

La galleria risulta vuota come non mai prima di questa mostra ed è proprio attraverso la totale assenza di opere che si smaterializza anche lo spazio. Non possiamo più vedere l'effetto ed il condizionamento che lo spazio ha sulle opere. Lo spazio si fa presente, si palesa proprio attraverso il condizionamento che opera su gli oggetti che lo riempiono. Togliendo questi oggetti ho impedito il suo manifestarsi.


E' naturalmente un paradosso. E' paradossale infatti che proprio attraverso l'evidenziamento di qualcosa se ne possa ottenere la sua sparizione, il suo annullamento.
In questo periodo la galleria non è esistita più. Al suo posto vi era qualcos'altro. Neppure un'opera, perchè altrimenti si tornerebbe a negare quanto detto sopra.Vi era Golem... vi era e vi resterà finchè non si decida di distruggerlo...non smontarlo ma distruggerlo. Infatti Golem esiste in virtù dell'esistenza del contenitore che lo ospita e che gli permette di copiare come in un calco al negativo, le proprie forme. Ancora un paradosso: Golem esiste in virtù del suo contenitore e ne mette in evidenza le forme ma serve a scancellarlo visivamente e fisicamente quindi per estensione si percepisce l'assurdità di un qualcosa che cerca di distruggere chi rende possibile la sua stessa esistenza; quindi se stesso. Per una visione coerente fino in fondo si dovrebbe abbattere tutto l'edificio della galleria con all'interno il mio disegno di noci, per far terminare veramente e per sempre Golem...

 


 
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