Artext

 

 

 

 

LATO A

 

 

I cani evitali...
evitali.
un’immagine è troppo immagine quando... insomma
quando si è bruciato cioè c’è l’abbaglio. E
l’abbaglio non va mai bene.
Né che tu leggi e ti abbagli concettualmente
sulla cosa, fai una lettura e... è un abbaglio
anche quello. Oppure l’abbaglio è quando... non
so... quando sei abbagliato.

Il segno strappa.
Nel senso che riesce a togliere qualcosa.
Capito?
Cioè il problema non è mai aggiungere, il
problema è togliere. E’ la cosa più difficile.
Come farlo? … un corpo …guai a Dio se perde l’equilibrio.
Però se gli strappi... i pizzicotti ci devono stare
tutti.

E’ come un corpo tumefatto è quello più bello ma
basta che quello rimane insomma. Cioè... basta
che non è un’autopsia però, capito? Cioè è troppo
facile far quello,evitare quello dell’autopsia è
quello che si sta prodigando poi.>>

Capito?
Dici non riesco più a strappare
come non riesco più a farmi una pugnetta
perché il braccio ce l’ho corto e non ci arrivi noo?!
Se uno c’ha il braccio corto come fa.
Non ci arriva non fa una sega. Cioè il
contemporaneo...
ma non il contemporaneo,
il contemporaneo concettuale.
Perché non è colpa di nessuno. E’ colpa come
dicevo prima di un interlocutore, in questo caso
hanno pensato qualcos’altro.
Che era possibile essere spettacolari e essere
dei nani, farsi le pugnette.

Un corpo normale disarmonizzarlo...
sì, lo puoi fare perché a uno gli puoi tagliare un
braccio, lo puoi fare più corto. Lo metti su un corpo
morto e gli metti una mano... gli cambi una
mano, gli metti una mano piccola, una mano
grossa.

Metti un cazzo piccolo,
un cazzo grosso.
Fai un corpo.
Su un cadavere fai quello che cazzo ti pare.
Si sta facendo questo in parole povere.

 
   

 

ENZO CUCCHI

PRESENTE!
Lato A
Lato B

 
   

Testo intervista per il vinile :
Presente! Lato A Lato B 2007
a cura di S. Risaliti
 
 

Invece un disegno quando strappi è un’altra
cosa,
il corpo deve rimanere quello.
Sono i pizzicotti che li senti, quelli veri. Quelli in
cui addirittura ti rimetti in piedi.
Cioè se un corpo è un po’ moscio che comincia a...
i pizzicotti lo
svegliano.
Quando dai un pizzicotto lo svegli.>>

Che vuol dire, Michelangelo…
o Leonardo,
è un’altra storia no?
A parte che è un altro tipo di emozione
eppoi è dovuto a una necessità a un
desiderio impressionante di…
mentre lo facevano avveniva ancora di più
con una qualità
di emozione, di spavento,
di paura,
cioè clandestinamente.

Pensa tutto fatto... invece è il contrario adesso.
Lo fai addirittura... è il massimo della
rappresentazione, è il massimo del glamour, è il
massimo dell’essere sorprendenti.
è completamente una cosa fatta senza veli. E’
così.
Ma ti ripeto io penso che però dipende... è stato...
è qualcosa che cioè è avvenuto ed è stato
costruito concettualmente e culturalmente.

Cioè nel momento che…arrivano
all’interlocutore...

 

Seconda canzone
Tanti anni fa in modo molto sereno e tranquillo,
secondo il costume italiano... partivano
dall’arte.
Artisti che non so nemmeno chi erano.
[...]
Adesso invece c’è l’arte in diretta che
fa
confusione sull’arte e questo è un po’
un peccato. Cioè i giovani colleghi è difficile
giudicarli, sono ingiudicabili perché fanno
un’altra cosa rispetto alla tua cosa.. E’ come
Cariddi... Scilla e Cariddi.

Ma Scilla e Cariddi è una cosa.
Scilla e Cariddi nel contemporaneo è
un bel casino. Cioè capito... sei nella Scilla e
Cariddi del contemporaneo caro amico. E’
toccato alla tua generazione e un po’ prima alla
mia.
E quindi non c’è niente di male.
Loro fanno un’altra cosa, hanno a che fare con un’altra
platea. E’ chiaro che le due cose si toccano e
dice ma come però siamo nello stesso mare, il
mare è l’arte, e...dici che parti da lì, ma invece
parti ma da qui... E’ chiaro uno che vede una
scala continua per andare in un luogo. Giusto?

Cioè l’abbaglio è proprio questo che
siamo sulla stessa scala mentre io sono
nell’atrio perché c’è anche il gradino che va
nell’atrio. Ma è un gradino diverso...

 

Sì va nell’arte un cazzo...
E’ un po’ così no.

E quindi fa parte di tutta la tua generazione.
Dopo loro hanno costruito un tessuto così e
quindi chiaramente hanno inventato... non
inventato perché dopo c’è la solitudine sempre.
E’ come qualcosa che c’è nell’aria. C’è la
solitudine degli artisti e quindi loro hanno
adoperato gli artisti per questa cosa qui. Sono
totalmente sbilanciati, totalmente disorientati..
E quindi li adoperano.

[...]

Tutte le cose sono
necessarie perché se no non
sarebbero un cazzo.

E una cornice a parte che è interessante perché
la cornice è arte.>>

Mettere in cornice.>>
…no, non io. E’ chiaro. Ma sai se sta lì dentro
perché è necessario che sia là dentro, perché è
necessario proprio per confermare invece
proprio il problema della
cornice insomma che è il problema
dell’arte.

Intanto mettiamola in cantina, non dico di
buttarla via. Bisogna metterla in cantina perché
il problema è un altro
quindi bisogna resistere.

 
 

E’ un’altra storia. Cioè non è
che c’ho la cornice in mano...
cioè oggi si va un po’ in giro
così no, con una cornice
sotto braccio.

Se devi far vedere una cosa che vuoi evidenziare
bum la metti dentro la
cornice.
E’ pazzesco no?>>
Anche se vanno in giro con la... certo,
vanno in giro come...con la valigetta
in mano…vanno in giro con una cornice
in mano.
Ci mettono una cornice davanti.
E’ un modo per mettere in vetrina no.

Non è quello il problema.
...ci sono i livelli delle cornici. C’è il primo
livello, secondo livello, terzo livello... come
immagine insomma... è un’immagine. Poi c’è prima
dimensione, seconda dimensione...
Cioè è pazzesco che tu pensi di estrapolare da
una cornice,
dici porto via l’orizzonte
e vado a fare che?
E che vai a fare?
Porti via una striscia di paesaggio
e te la porti dove?
Dove cazzo te la porti?
Cosa ci fai?
Ci fai...
che fai?
Non rimane nemmeno una ferita...
è niente.

 

A un uomo gli rompi la spina dorsale...
è come se fai un paesaggio
e togli via l’orizzonte.

Perché pensi che sia la bava più bella…no...se il
trucco…
è chiaro no?

Una bocca meravigliosa…
Perché quello lì alla fine è proprio un
minestrone dell’esistenza.

Di questa massa emozionale.
Meno male che alla fine metti tutto... e almeno in
quel mischiare tutto hai non dico l’illusione ma
comunque... sì un po’ come forma di contenuto
purtroppo tragicamente conservativa perché la
conservazione è fatta così. No? Mischia tutto in
modo che pensa di tenere tutto.

Perché mischiando tutto tu pensi che
tutti i prodotti che hai li puoi comunque
tenere insieme.
Capito?
E’ un’idea no?
E’ abbastanza illusorio però...
probabilmente è anche... questa cosa fa sì anche
davvero che in qualche modo continua a
mantenere il tutto.

Almeno speriamo no?
Perché se no è chiaro che...perché se no c’è
l’apocalisse.
E io penso che questo non sarà mai.
Cioè questo non accadrà mai.>>
Oggi non è possibile... Quindi per questo
ragione di più bisogna...

 

Mi sembra un po’ polemico da dire,
qualcosa che penso sia la cosa più obsoleta, più
morta, più... quindi la pittura...
invece è talmente evidente che è la cosa più
sofisticata no?

 

Chi la può fare e chi la fa,
chi ha l’energia e la serenità,
il riposo necessario ancora...
vuol dire che ancora alza gli occhi,
gira il collo.

Insomma non è un elettrodomestico
voglio dire un essere umano fermo,
che ha una funzione. Allora è chiaro che
è così. Però è più interessante continuare a
ragionare, a ragionare, a ragionare... a ragionare
e vedere come uscire. Uscire.

Uscire. Uscire.
Uscire vuol dire semplicemente ritrovare
un forma di emozione e...
intanto è una forma di ammiccamento che
ormai è talmente esagerata no, perché non c’è
un lavoro contemporaneo che non ammicca. Lo
fanno in un certo modo ma ammiccano a
qualcos’altro. Allora immaginalo come un
bambino, insomma un bambino la prima volta che
la fa una cosa... adesso un po’ così... però tu pian
piano una cosa diciamo adulta, seria, gliela fai
fare e dopo la fa e vai tranquillo che è contento
e felice.

 
 

Oggi bisogna fare questo, uscire vuol dire
tentare di far vedere che questo è possibile.
Non ci sono problemi, non è pericoloso.
Non ci sono spaventi.

Capito?
Non è che se prendi il pennello in mano ti devi
spaventare.

Se tu vai nel contemporaneo oggi se uno fa
qualcosa in diretta, qualcosa di molto normale
spaventa tutti.
E lui stesso s’incomincia a spaventare perché
intorno a lui si spaventano tutti.
Te immagina se qualcuno oggi fa un’estemporanea,
se va sotto il sole...
adesso fra poco quando ritorna il sole
va a fare come Van Gogh quando
dipingeva e...
quando dipingeva i girasoli
ma cazzo dipingeva giorni interi sotto il
sole.
E si cuoceva la testa,
che gli si è cotta pure penso.
Perché... no?
dipingeva in apnea...
capito cosa intendo?
Lascia stare Gauguin ma... però è un po’ così.

Te immagina se oggi tutti quanti facessero
quello,
lo facessero come un’estemporanea.
Ma vuoi che succeda un casino, vuoi che la gente
si suicidi.

Fanno un casino perché tutti i critici giovani,
quelli più giovani di te, si suicidano. Perché viene
a mancare in materia di lavoro il sociale, allora
si suicidano. In tutto il mondo dove dicono che

 

l’arte va di moda adesso, tutto quel mondo che
si rivolge a quella cosa che va di moda si vede
cascare tutto per terra. Dice che cazzo è?...

Gli viene a mancare una roba...
cioè un calo di zuccheri spaventoso immediato.
A voglia a...
cioè se ci pensi come immagine sono sicuro che è
un’immagine catastrofica
meravigliosa.
Invece di sentirsi dire da un coglione qualsiasi
cioè un rompicazzo intellettuale
si fa per dire di questi tempi, perché non lo è che
si mette lì a fare a pezzetti una cosa dice no la
pittura è obsoleta, no questo è obsoleto.

No, fatti questa pugnetta così.
Anzi integrati,
fai mezzo quadro e
poi fai mezzo film
e poi fai mezzo... che ne so io.
Metti tutto insieme, poi fai così. Viaggia di
qua, vai di sopra, vai di sotto. Allora è pazzesco.
E tu ti devi sentir dire una cazzata da tutti
questi intellettuali. E parlo della tua più
vecchia generazione che ancora pensano... sono
così tronfi e così delusi e avidi
che poi quello è il fatto.

per esempio parlavamo prima di Pasolini allora la
generazione sua è totalmente delusa, capito, è
frustrata. Perché quello è morto, questi si
credono interlocutori. Invece non lo sono
perché ai tempi suoi non sono stati interlocutori
di lui.

Gli dicevano,
senti vatti a fare questa pugnetta così
oppure vatti a fare quest’altra pisciata così

 

oppure vatti a fare questa cagata così.
Gli dicevano pure come andare a cagare, come
andare a pisciare, come andare a farsi una
pugnetta.

Pensa te.

Che cazzo... già è stato molto generoso
anche.

Insomma sennò questi non cagavano,
non pisciavano,
non mangiavano
per esempio. Se ci pensi un po’.

E oggi sono quelli che giudicano, quelli che
dicono che magari io o qualcosa di cui
ragionavamo è obsoleta. E’ così perché aspetta ti
dico, ti racconto. Che cazzo! Allora vedi che
anche ai tempi nostri a quel punto facevamo
incazzare i genitori. Era sbagliato. Nel
dopoguerra... era sbagliato perché devi perdere
tempo è anche giusto che qualcuno ha voglia di...
Questi erano contro i loro genitori, ma perché?

Pasolini, ma quando mai?
Insomma no. Come fatto personale non l’ha mai
fatto. Andava contro questi testa di cazzi che
oltretutto cioè non solo andavano contro i
genitori, è vero, anche i genitori stavano zitti e
accettavano...
ma vaffanculo! E andavano contro Pasolini i
genitori L’antropologia è quella... l’antropologia
se guardi un po’
antropologicamente quello
che è successo in questi 50 –
100 anni. Devi essere lucido
capito,
devi essere vivo.

 
 

 

- Leviated - modified .

 

LATO B

Bisogna sapere da quale tipo di antichità arriva.
Magari è l’antichità di mio padre, mia madre, dei
miei nonni o che ne so dei miei avi.
Molto probabilmente arriva magari da quelle più
antiche, da altri avi degli avi.
E’ talmente normale, lo vedi da... come si chiama...
dalla pianta di coso...

di... come si dice...
di albicocche.
Te ne accorgi.
O dei fichi.
Non so, le piante di fichi sono tutte piante di
fichi.
E poi ogni tanto in mezzo anche…
c’è la pianta di fichi antica.
Ti è mai successo?

Anche all’interno di ogni stagione dei fichi, che
non so quanto campano. C’è quella che si è
selezionata in un modo diverso senza volerlo…
e si dice quello però è un fico antico e il sapore
è un po’ diverso.

A Siracusa
camminavo dico...
che strano,
è una cazzata, però camminavo
ho detto...
facevo una passeggiata,
giravo,
ho detto

ma cazzo
c’era il mare che sbuffava
con le onde.

Ho detto
bello però.

Questo qui
una persona semplice
mi ha detto
questo è un mare antico.

Appena mi ha detto
è un mare antico
ho capito
è chiaro
cazzo
questo qui...

l’iconografia è nella capoccia nostra.
L’idea che abbiamo tutti noi
l’idea dell’onda
è chiaro che ci sono mille onde,
ci sono le onde del Pacifico,
dell’oceano,
l’oceano Indiano,
che cazzo ne so io,
quanti tipi di onde ci sono?

Un’immensità di onde diverse.
Però quello che tu pensi iconograficamente no,
che tutti noi abbiamo nel cervello,
l’onda antica è
quella.


 
     
 
 

Credo che nell’iconografia ci è arrivata da
sempre e ti arriva quell’immagine lì,
che è tanto alta così.

Non è quindici metri
ma è così,
non so se mi spiego.
Sbuffa così.
E’ chiaro che tutte le onde sbuffano
ma no...
quello è lo sbuffo per capire tutte le altre
onde.

Allora ti svegli subito no.
Però vedi anche lì c’è la parola detta nel
momento giusto.
Che fai la ripresa?
Faccio la ripresa, mi fa vedere quell’onda lì.
Poi l’altra onda.
L’altra onda.
E non dici mai un cazzo.

Oppure dici che quell’ onde ha fatto questo
quell’altra quest’altra cosa, questa ha
ammazzato un pesciolino, l’altra ne ha ammazzati
ottocento... l’altra non ha ammazzato nessuno.
Cioè tutte descrizioni paesaggistiche dell’onda,
no
invece non c’è niente da dire.

C’è solo da dire
fai vedere,
non c’è bisogno di riprenderla.
C’è solo da dire una parola
ed è molto più forte.

 

Perché l’immagine ti arriva proprio da un
retaggio antico,
ti dice
onda antica eheheh E anche se non la vedi la
capisci perché l’hai vista nelle cartoline, no,
l’hai vista a scuola.
Mi spiego?>>

[...]

A proposito di onde i greci sono stati i primi a
dire...
a vedere nell’onda antica vedere lo sperma
ma che rottura di coglioni!
Cioè anche loro vedi già cominciava la
degenerazione culturale perché a qualche
stronzo gli è venuto in mente che se vede una
cosa la descrive.

E l’errore è lì.
Tu non devi descriverlo, devi stare zitto.
Devi stare zitto, zitto tanto tempo.
Anche due o tre miliardi di anni.
E poi quando è necessario devi dire
quella parola, devi dire
onda antica.
Punto.
E qualcuno la capisce.

Se invece hanno cominciato a descriverla,
parlarne.
Parlare dì qualcos’altro. E qualcuno adesso è
chiaro ti risponde dice infatti facciamo
televisione. E no, lì è l’esasperazione addirittura
della descrizione. E’ eventualmente
consequenziale, fa quasi ridere.

 

Poi dopo la complicano dicendo
guarda che addirittura quello che ti facciamo
vedere non è nemmeno quello che vedi ma è la
previsione forse, visto che la previsione non c’è
più perché sennò ti facevano vedere quello che
era previsto quando erano in grado di prevedere.

Adesso come si direbbe ti fanno vedere quello
che si può immaginare visto che non lo si può
più prevedere. Capito? Mi hai seguito?

Prima invece…stavi zitto,
fai vedere punto e basta, tutto chiaro.

Allora facciano vedere la previsione di questa
cosa. Insomma una guerra te la prevedevano te
la facevano vedere no. Come si dice proprio
tecnicamente?>>

Quando tu vuoi virtualmente far
vedere una cosa possibile se tu la prevedi cioè
hai il territorio, hai tanti carrarmati,hai tante
navi, se sai la previsione poi la animi. La animi.
Questo è già stato fatto.

Adesso siccome non si può più fare,
non c’è la previsione adesso... hanno cominciato
ad alleggerire le cose... adesso fanno la
previsione di quello che non è più possibile
prevedere. Perché il prevedere di prima era
comunque una sicurezza, una certezza.

Capito?
Ancora una volta una merdosa conservazione
capito?

 
 

Ancora una volta una merdosa conservazione
capito?

O no?
Adesso allora comunque bisogna
assolutamente... rasserenare la gente...
tranquillizzare.Allora che cazzo gli dai? Allora
gli dà la previsione di quello che è, che ormai
non si può più prevedere.

Ma andate via... poi non accadrà mai un cazzo.
No. Ma poi se ci pensi anche lì è una cosa così
non accadrà...fa incazzare
No magari ci fossero delle micro
apocalissi. No?
Io non vedo niente di male.

Delle piccole o delle micro.
Se ci sono sono pugnette.
Una micro apocalisse sarebbe per esempio
questa,
faccio un’estemporanea e ti togli dai
coglioni un bel gruppo di creature umane che
non è niente male nel senso buono. Vanno tutti a
suicidarsi, vanno nei manicomi, vanno dallo
psicanalista,
andranno dove cazzo gli pare.

Cioè cade giù tutto il sistema dell’arte per
esempio e non è male. Ma un vero shock è come
una micro apocalisse,
è la cosa più importante.>>
a quel punto il cosiddetto curatore o chi ci vuol
pensare a questa cosa sarà subito chiaro che
non potrà più farlo.

 

E’ inutile e perciò... sarà un artista che
chiama un altro artista. E l’altro sarà chiamato
solo a fare la location.
Io potrei chiedere a te allora fammi la location,
capito?>>

Fammi il luogo dove...
fai la campagna dove vuoi dove cazzo ti pare.
Ma il tuo ruolo a quel punto è precisissimo,
fai la location.
Dove dobbiamo girare questo film?
Va a cercare la location.

La location è importante.
Perché è molto diretto il ruolo del cosiddetto
curatore perché a quel punto è veramente un
impiegato tecnico, entra in un sistema che
gestisce il sociale.

i tempi saranno sempre gli
artisti
a stabilirli,
perché tu fai una cosa en plein aire dice va beh
decidiamo.
E saranno gli artisti che decidono,
e in più c’è prima quello e poi dopo c’è la musica.

Quindi decidiamo di dipingere
un quadro... e chi lo
decidiamo
noi.
E poi... e al terzo giorno non dico il premio, al
terzo giorno c’è la possibilità eventualmente poi
vediamo di fare la mostra.

 

Ma dopo. Avviene dopo, la mostra,
e quindi a quel punto il critico non c’è più.
Fa la location.
Si rinfresca le palle.

Può organizzare i vizi e le virtù di artisti
in maniere variegate,
c’è chi desidera... desidera che ne so...
tanti vizi come ognuno di noi.
Quindi il critico farà... si occuperà di queste
funzioni.
Qualcuno si farà frustare.
Altri vorranno l’acqua fresca.
Altri...
però si deve fare in tempi buoni,
un tipo di mostra così bisogna farla
d’estate.

[...]