ARTEXT
 
 
" Se vai a viaggiare dove i disegni battono forte lungo il confine,
ti ricordi che il mondo non ha coda "
 

Incontro con Enzo Cucchi

 

Artext - Dicevi di " Un territorio che si percorreva in modo illuminato ( rivolti al passato e al
futuro ) ora invece resta la possibilità di entrare e uscire dal "tempo" ... che è esperienza ... materia formale.(sparire 1989)
Cosa è cambiato da allora?

Enzo Cucchi - Non è cambiato nulla. Mi sembra di averlo detto adesso.

Artext - Impossibile rimanere distanti, oppure vicini...

Enzo Cucchi - E per andare dove ... per fare cosa? Il tempo è un bel trucco. Oggi ... come toglierti la terra sotto i piedi. Ti disorienti, galleggi ... è davvero un problema.

Artext - Resta forse un' ossessione, della storia o dell'arte - se tutto il passato è concentrato in un punto che è l'immediato presente..

Enzo Cucchi - Certo (che poi il tempo esiste) e così vai indietro con calma.
Si. Ma nell' arte non vedo cosa debba cambiare.
Comincia a cambiare quando qualcuno adopera il linguaggio, lavora con il linguaggio dell'arte e naturalmente si fa dei problemi, è chiaro che se porti la cosa su di un altro palcoscenico è evidente che si può continuare ... indefinitamente.

Artext - E di una durata, di una replica, un disegno che si costruisce di volta in volta, come una partitura, un testo...

Enzo Cucchi - Un modo di segnare!
Per chi lavora con il linguaggio è diverso. Le stesse cose che scrivo ... che tu hai citato, la libertà che mi sono preso .. come scrivere una lettera, avviene! Autorizzata poi da altri, ma non l'ho mai fatto perché dovevo far questo. Però a volte lo faccio.

Artext - Come ci si sente ad essere pittore, a lungo, senza mai fermarsi?

(una telefonata interrompe la conversazione. Enzo prende accordi )

Enzo Cucchi - Avanti!

 

Artext - Tema di quegli anni era definire un "segno che segna".... - per distanziare le forme note chiuse e sigillate. E' ancora così...

Enzo Cucchi

- Grande viaggio eroico di caccia e di guerra. 1981. Olio su tela.

 

Enzo Cucchi - Ancora più necessario. Ci vuole ancora più coraggio, ci vuole determinazione ad andare contro se stessi, tutti noi, ma parlo degli artisti, tutti noi - che sono pochissimi.
Ci sono molti tifosi, molti fans - che va benissimo. Il problema è per chi si occupa di linguaggio, di stare dietro questa solitudine...

Ed invece si va dietro il sociale e si adoperano questi ragazzi... che hanno la necessità di testimoniare, ed è giusto che sia così ...

( La telefonata di Romolo interrompe le parole di Enzo che si spazientisce - gli vengono richieste alcune copie del vinile... " Presente! Lato A Lato B ")

Artext - Qual è il campo? Alla fine sugli orli ... se un segno strappa ...

Enzo Cucchi - Il segno strappa. Nel senso che riesce a togliere qualcosa. Capito?
Il problema non è mai aggiungere, il problema è togliere.

Se un segno non segna più, cosa altro è, un segno decorativo?
Un segno che serve ad addobare, a decorare. Le regole sono sempre quelle e sono talmente antiche che guai a non accettarle. Cosa è che ci spaventa così tanto?
Per quale ragione, perché pensi che debba cambiare qualcosa?

Artext - Intanto sono cambiate le nosttre vite!

Enzo Cucchi - Tu hai visto cambiare la vita? La mia o la tua ... che c'entra? Le nostre vite non sono cambiate per niente.
Purtroppo! Magari.
Forse tu hai visto riemergere tanto materialisto in più che fa paura, che fa spavento.
Se le nostre vite sono cambiate in questo senso è meglio non parlarne, in quel senso!
Comunque non mi sembra che siano cambiate in una evoluzione positiva.
Quindi ragione di più per rafforzare quelle regole ... del segno che segna.
Che succede altrimenti?! ... aleggi ...
Diventi un quadro decorativo ... che nella pittura è pieno!
Provati ad immagginare Caravaggio o Masaccio o chi vuoi tu - anche in quell'epoca c'è ne erano di angeli che svolazzavano in aria. E' pieno..
Ti ritrovi quello. E non c'è niente di così strano! Però quello è. Oggi mi sembra che ci sono molte cose che galleggiano in quel senso.
Ma non riguarda l'arte, in questo caso piuttosto riguarda la vita.
Trovo che sia una cosa cambiata?
Mi sembra ci sia il passaggio della densità della materia, della materia umana, ad una forma di fragilità e debolezza -
che non va neppure condannata o giudicata.
Va ripresa in mano, va rilavorata, e bene!
Quello che dicevo prima! ... la solitudine.
Invece di occuparsi di arte ... considerare la nostalgia degli artisti!...

 

Artext - E c'è un' arte in diretta.. che fa confusione sull'arte...

Enzo Cucchi - Quando parlavo dell'arte in presa diretta - come il telegiornale - aveva a che fare con un pensiero sociale - e non sono io che condanno o giudico ... chi sono? Prendo atto, guardo.
Chi si occupa del linguaggio deve fare più attenzione. Capire quello che succede.
Come non si possono sbattere e schiacciare dei giovani artisti uno sopra l'altro. Che poi è quello che succede.
Non si fanno vedere 50 video uno accanto all'altro ... Non si fa così. Non va bene.

Artext - La tua Arte è in presa diretta con ...

Enzo Cucchi - La mia presa diretta è semplicemente una cosa che avviene esattamente come un tonno ... fa le stesse cose da sempre, piena di abitudini.
Le più perverse se vuoi, un vizio assurdo. La stessa ora, lo stesso minuto, si ammala lo stesso giorno. Si è ammalato l'anno passato, l'anno passato ancora.

Artext - Disfarsi di se stessi, dalle proprie abitudini?

Enzo Cucchi - E' impossibile. Mi piacerebbe cambiare tutto, se è per questo, non vuol dire che ci riesco.

Artext - Terminando la decorazione della Chiesa sul Monte Tamaro, progettata da Mario Botta , a 1600 m d'altitudine - dicevi:
"Devo uscire da qui con l'animo pulito, quindi come quando fai i fioretti per fare una penitenza, per poter continuare a fare i peccati, ma fuori da qui dentro".

Enzo Cucchi - Lo dicevo a proposito del luogo e di quel lavoro ... che era un modo di uscire... - E lo faccio ancora adesso .. e speriamo che accada da qui a breve - in quel senso.
Ma per tutte le cose, non dipende da una sola persona, o se ti chidedi cosa ci manca ... alla fine forse è ... evolvere, aspirare.
Ma ci vuole una terza persona. Sembra strano ma necessario! Un terzo elemento che unisce le nostre aspirazioni. Speriamo che arrivi.
Il terzo elemento è a volte una visione, ché se poi ragioniamo in "aspirazione" e la visione che c'è non ti fa incendiare, non ti infiamma... non vai da nessuna parte.

 

Enzo Cucchi

- Senza ritolo. 1994. Olio su tela.

 

Artext - Cosa è essere artisti ... utilizzare il proprio corpo che si presta...

Enzo Cucchi - E' semplicissimo. Sono un uomo come qualsiasi creatura umana. Semplicemente un deposito naturale. Carichi e scarichi.
E' come sdoppiarsi, me ne rendo conto. Senti che è una cosa che non puoi fare a meno. La fai. Sei tu che ti stai prestando.
Quando hai scaricato ... ma tu sei la vittima stessa, sei vittima di qualcosa.
Talento?! Tu non c'è l' hai, non c'è niente di male.
Il talento è una cosa che ti tocca, e ti arriva - come un animale e, devi lavorare, devi domare, devi lavorarci. Con coraggio.

Artext - E di un arte che sa produrre arte ... da sé" ... in " Dirigere l'arte " (1989) dicevi: - Ecco, allora che l' "artista" dirige questo processo, formalizzando questo attimo, questa emozione ... -

Enzo Cucchi - Mi ricordo di " Dirigere l'arte "
Si era un testo ingenuo, semplice, come posso dirlo ... naturalmente, perché non è quello il mio mestiere. Mi ricodo di "dirigere l'arte"
Era qualcosa che riguardava gli artisti. Andare a rafforzare un segno fino a diventare un segno guida. Ma in questo non è importante che sia io a segnare per primo o per ultimo. Un segno viene autorizzato da un altro segno ...

Artext - La strumentazione di un complicato movimento di sentimenti.

Enzo Cucchi - Si lo è. Una grande manovra etica morale spirituale.

Artext - Pensi ancora a un materiale come una fibra, una sostanza mobile ... che trema ... si trasmette; una sostanza emozionata ... eccitata ... da una presenza, che rende tutto pieno e tremante di luce!

Enzo Cucchi - Lo è. Senza mediazioni.
E pensa ad una idea di estemporanea! ... degli artisti che invitano altri artisti a fare le mostre, una cosa vecchia, antica, ma l'idea di estemporanea oggi, è necessario che siano gli artisti ad autorizzarla.
Perché devono lavorare a fianco ... magari! ...
Quella li è una qualità incredibile di emozione, manovri esperienze. Pensa alla vecchia bottega. Questo fa molta paura, spaventa, tutti ammiccano qualcosa, ma sono terrorizzati.
La necessità di una mediazione intellettuale? ... tutte pugnette psicologiche, guarda caso organizzate da tutti questi che coniugano l'arte con il sociale.
Che vuol dire quasi tutti i cosidetti curatori. Tutti. Incorregibili.

 

Artext - Descivere, indicare, rappresentare ... insomma non è più il tempo. Piuttosto sollecitare micro apocalissi.

Enzo Cucchi - Certo. E possono essere anche interiori.. Piccoli collassi in grado di rimettere in ballo l'emozioni. Rimuovere un un corpo ormai andato, in sovrapposizione di incrostazioni.

Artext - Rimane solo un corpo da creare continuamente.

Enzo Cucchi - Si. E' così.

Artext - E cosa è ancora arte ... la grandezza di un attimo di meraviglia!...

Enzo Cucchi - Quando il cuore si accende.

Artext - ... e la forma muta il suo contenuto, che cambia forma ma - per meraviglia -
rimane la medesima forma. E niente simbolizza niente - sosteneva Barzel.
E' l'ambiguità del fenomeno dell'essere...

Enzo Cucchi ... ...

Artext - E di qualcosa di cui si perdono le tracce. Una mostra ad esempio come - Ristretta! -

Enzo Cucchi - Una mostra fatta in collaborazione con Ettore Sotsass e si chiamava "Mostra ristretta" ... la posa della prima pietra al Maxxi.
Questa è una cosa solo di pochi anni fa, ma c'è stata subito una volonta di non vedere, una resistenza ... se tu vai oggi al Maxxi e chiedi di questa mostra già non ricordano, non è neppure nell'elenco. Pensa ... è stato chiesto a me e a Ettore Sotsass di porre la prima pietra di quel museo. Una mostra di una qualità ... piena di emozioni.

Artext - Neppure documentata ...

Enzo Cucchi - Forse con delle scialbe fotografie.

Artext - I suoni delle cose - La poesia e la pittura sono identiche - dici - è una questione di iconografia, di immagine del mondo. C'è solo da dire - fai vedere...

Enzo Cucchi - Certo, è talmente evidente, in due modi diversi, pensa a Majakowski che peso dà all'immgane, alle parole ... sembra che le parole le infizi con una spina dorsale immediata, le mette in piedi come dio comanda, con una potenza sconfinata.
Vedi poi altri poeti bravissimi, meravigliosi che non sanno afferrare e non sanno forse infilzare bene e mettere in piedi la cosa.. in un modo -
così impressionante che ... a spiegarlo a che serve?

 

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